Lo Zafferano

La storia dello

Zafferano

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Storia dello

Zafferano

Le origini sono antichissime, ed il nome deriva dall’arabo zaʻfarān (زعفران) che significa “giallo”.

Nell’antica Grecia veniva anche usato per l’aromaterapia e la cromoterapia nelle persone affette da stress psicofisico.
In epoca rinascimentale lo zafferano veniva usato come rimedio a dolori mestruali, lombalgia, dispepsia, gengivite, asma, tosse ma anche depressione ed eccitazione nervosa.

La moderna parafarmacia fa uso dello zafferano nella composizione di integratori per favorire la digestione, prevenire le malattie cardiovascolari e velocizzare la metabolizzazione dei grassi.

In Italia si ha traccia di coltivazione dello zafferano dal XIV secolo. Oggi la maggior parte di zafferano italiano proviene da Marche, Umbria, Emilia Romagna e Sardegna.

La produzione in Lombardia è relativamente recente, ma lo zafferano ha risposto bene al territorio ed al clima, e alcune piccole aziende crescono con un prodotto altamente competitivo.

Profumo di Giallo è lo Zafferano dell’Oltrepò Pavese

 

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I bulbi dello zafferano
I bulbi dello zafferano

 

Crocus sativus - Zafferano

Proprietà del

CROCUS SATIVUS

Lo zafferano è una bulbacea che fiorisce in autunno. I fiori vanno raccolti manualmente quando ancora i petali sono chiusi.
In giornata si lavorano estraendo i tre stimmi rosso-arancio. Dopo l’essiccatura che avviene anch’essa in giornata, lo zafferano è pronto all’utilizzo e si presenta di un bel colore rosso intenso.

L’oro rosso è conosciuto per la sua eccellente versatilità in ambito gastronomico ed è utilizzato come condimento, soprattutto in virtù dei tre principi attivi che lo caratterizzano.
Lo zafferano riesce a esaltare i sapori di molte pietanze grazie alla commistione di crocina (proprietà colorante) picrocina (amaricante) e safranale (aromatizzante).

Lo zafferano non viene utilizzato solamente a scopo culinario, ma anche a scopo curativo.

La presenza di beta carotene, licopene e zeaxantina fa dello zafferano un modulatore delle difese immunitarie e conferma la sua proprietà antiossidante.
Tra gli effetti benefici, lo zafferano vanta un alto contenuto di vitamina B1(antiossidante e necessaria per la crescita) e B2 (favorisce lo scambio di ossigeno nelle cellule e metabolismo ) e di carotenoidi.

Le popolazioni arabe furono le prime ad attribuirgli proprietà afrodisiache e curative definendolo un “antidepressivo naturale”.
Esso, infatti, contiene dei principi attivi che hanno effetti benefici sulla parte del sistema nervoso responsabile del tono dell’umore.
Le proprietà antiossidanti dei carotenoidi, inoltre, favoriscono la capacità di apprendimento. In alcuni testi medici risalenti all’antica Persia venivano sottolineati anche i benefici dello zafferano rispetto ai disturbi respiratori e alle ulcere dello stomaco.

Dal punto di vista nutrizionale, esso è composto da acqua (12%), fibre (4%), ceneri (5%), grassi (6%), carboidrati (64%) e proteine (9%). Contiene, inoltre, minerali quali calcio, fosforo, sodio, potassio, ferro, magnesio e manganese. Nello zafferano sono presenti anche la vitamina A, molte del gruppo B e la vitamina C, particolarmente importante per la protezione delle ossa.

Il sapore

Intenso

Il tipo di coltivazione e raccolta manuale, comporta un grande impiego di ore di lavoro e questo influisce sull’elevato prezzo della spezia.
E proprio questo elevato costo ha indotto alla commercializzazione sotto forma di polvere, spesso adulterata con prodotti meno pregiati, come curcuma, cartamo e zafferarone africano.
Per questo la presentazione in pistilli è garanzia di purezza e di un sapore più intenso.

IL SAPORE PIU’ INTENSO DELLO ZAFFERANO IN PISTILLI

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Zafferano e riso